C'è qualcosa di insolito all'orizzonte: i migliori spettacoli LGBTQIA+ a Broadway
L'arte e l'intrattenimento queer hanno sempre messo in luce sia la bellezza e la resilienza della comunità, sia le rappresentazioni ricche di sfumature della condizione umana. Il tutto condito da una buona dose di grinta e fascino, per non far mancare nulla. Anche se la rappresentazione nel cinema e in TV è stata una vera sfida, soprattutto dopo l’abolizione del Codice Hays, il teatro è sempre stato un palcoscenico in cui la comunità queer ha sempre brillato.
Ecco alcuni dei migliori spettacoli LGBTQIA+ che hanno calcato i palcoscenici di Broadway e hanno lasciato un segno indelebile.
Cabaret
Un capolavoro di Kander ed Ebbs, Cabaret ha debuttato a Broadway nel 1966. Solo a Broadway è stato riproposto tantissime volte e ha vinto così tanti premi che è difficile tenerne il conto. Ma ogni premio è meritato. Il musical è tratto dall’opera teatrale di John Van Druten del 1951 I Am a Camera, a sua volta ispirata al romanzo semi-autobiografico di Christopher Isherwood Goodbye to Berlin (1939).
La storia è ambientata a Berlino nel 1929-1930, un periodo in cui la “capitale gay d’Europa” si trasformò da utopia per la comunità queer a fucina del fascismo e del nazismo, movimenti che criminalizzavano tutto ciò che era gay e non solo.
Mio figlio è gay, (ma che ci vuoi fare?)
Ovviamente, questo non poteva mancare nella lista. Con un titolo del genere, non ci servono nemmeno le insegne al neon per capire dove cercare una storia queer a Broadway. L'insegna al neon serve solo a creare l'atmosfera. Ma Mio figlio è gay, (Ma che ci puoi fare?) racconta la meravigliosa storia di Rob Madge e del suo tentativo, da bambino, di mettere in scena una parata Disney nel salotto di casa per i suoi genitori.
Inizialmente prevista per questa stagione a Broadway, lo spettacolo è stato purtroppo rinviato alla stagione 2024-25. Per quanto siamo tutti distrutti dal dolore, possiamo stare certi che, quando finalmente aprirà, sarà uno spettacolo da urlo.
The Book of Mormon
Tra tutte le serie di questa lista, questa è forse quella meno queer, almeno a prima vista. The Book of Mormon è uno sguardo satirico sulla religione istituzionalizzata, in particolare sulla Chiesa mormone, ed è già di per sé uno spasso. Ma ogni tanto, la sceneggiatura inserisce in modo splendido il tema dell’omosessualità e della repressione delle identità queer in contesti estremamente religiosi, soprattutto nella canzone “Turn it Off”.
Nel mare di contenuti queer che si concentrano sul dolore di vivere in una società che non accetta, può essere davvero rinfrescante riuscire a puntare l’obiettivo su chi reprime e farci semplicemente una bella risata.
Bare: Il musical
Certo, se cerchi qualcosa di più apertamente queer che affronti la repressione religiosa, prova a dare un’occhiata a Bare: The Musical. Questo musical rock di formazione è proprio quello che ti aspetteresti da un musical LGBTQIA+ a Broadway: racconta la vita e le difficoltà di alcuni studenti di un collegio cattolico.
Fun Home
Tratto dall’omonimo libro di memorie di Alison Bechdel, Fun Home è un Musical che racconta l’identità lesbica della fumettista mentre cerca di fare i conti con i dettagli della vita di suo padre, gay che non ha mai fatto coming out. Il nome Bechdel potrebbe sembrare familiare a molti, dato che è quello del famigerato Test di Bechdel, un metodo per valutare quanto le donne siano ben rappresentate nei film. Il nome deriva dalla sua prima apparizione nella striscia a fumetti del 1985 Dykes to Watch Out For come “una piccola battuta lesbica su un giornale femminista alternativo”.
L'opera di Bechdel - e la vita - sono rivoluzionarie e Fun Home ti offre uno sguardo sul suo mondo meravigliosamente queer.

Il colore viola
Uno degli aspetti più importanti dell’esperienza queer è l’intersezionalità di diverse lotte, come quelle relative alla razza e al genere, che definiscono la lotta per l’uguaglianza. Il colore viola era in origine un romanzo di Alice Walker che raccontava le esperienze di diverse ragazze e donne di colore nel Sud di un tempo, ognuna delle quali affrontava una lotta unica ma allo stesso tempo legata alle altre. Ma la storia d'amore queer che sta al centro del racconto è relativamente sconosciuta.
Il rapporto tra i personaggi di Celie e Shug, descritto con grande audacia nel romanzo, è stato scandalosamente minimizzato per decenni, e solo gli adattamenti più recenti lo hanno rappresentato nella sua vera essenza. La sua inclusione aggiunge tantissime sfumature a una storia già di per sé ricca di emozioni.
Portami fuori
Take Me Out è un’analisi drammatica di come potrebbe essere fare coming out come sportivo in un mondo spesso spietato. Anche se è andata in scena per la prima volta nel 2002, molto tempo dopo che i primi giocatori di baseball queer avevano fatto coming out, l'opera teatrale è stata scritta prima di quei momenti storici.
Per dare un tocco in più alla storia, l’ambientazione è lo spogliatoio di una squadra di baseball, uno spazio animato tanto dalla ricerca trionfale della gloria quanto pervaso dall’omofobia. E questo spettacolo affronta proprio questo tema e molto altro ancora, esplorando cosa significhi vivere come uomo queer in un contesto del genere.
Priscilla, la regina del deserto
A volte la pesantezza dei contenuti queer può pesare un po’, ma se c’è una cosa che la comunità queer sa fare bene, è mettere in scena uno spettacolo davvero fantastico! Priscilla, la regina del deserto è un musical Jukebox che unisce musica pop a un viaggio on the road, una serie di equivoci esilaranti, e due drag queens e una donna trans dirette a esibirsi in uno spettacolo drag dall’altra parte del deserto australiano.

Un anello strano
Questo spettacolo, candidato al Tony Award e pubblicizzato come il “Big, Black, & Queer-Ass American Musical”, è uno di quelli da non perdere in una lista di spettacoli LGBTQIA+ a Broadway, e c’è un motivo davvero toccante: non è solo un musical queer davvero fantastico, ma è anche una produzione davvero fantastica sotto ogni punto di vista.
A Strange Loop racconta la storia di un uomo di nome Usher, che fa l’usciere ed è un uomo nero queer che sta scrivendo un musical su un uomo nero queer che sta scrivendo un musical. Ecco perché questo titolo. Lo spettacolo ha il primato di aver visto l'attore non protagonista L Morgan Lee diventare la prima persona apertamente trans a ottenere una nomination in una categoria recitativa per il suo lavoro in questa produzione.
The Normal Heart
L'opera teatrale autobiografica di Larry Kramer è incentrata sull'epidemia di AIDS. In particolare, la storia è ambientata in un’epoca in cui la malattia mieteva vittime tra gli uomini gay prima ancora che sapessero come si chiamasse. Racconta la storia di Ned Weeks, uno scrittore ebreo-americano e attivista gay, che cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica sul “killer silenzioso”, scontrandosi con un muro di silenzio e apatia da parte di chi detiene il potere, una tendenza che continua ancora oggi, quando le terribili esperienze delle persone queer di quell’epoca vengono riportate alla ribalta.
The Rocky Horror Spectacolo
Una produzione musicale sperimentale e controcorrente che negli anni ’60 ha esplorato la fluidità di genere, la sessualità, la liberazione e la libertà, Rocky Horror è un capolavoro senza tempo di commento sociale avvolto in un fiocco scintillante. Tutto in questo spettacolo urla “queer”, dalla festosa cacofonia di corsetti, calze e ballate rock, alle recensioni profondamente omofobe che ha ricevuto e che ha semplicemente travolto, diventando un classico di culto su tutti i formati multimediali.

Menzioni d’onore
Anche se questa lista ha citato solo alcuni titoli selezionati che sono andati in scena a Broadway nell’ultimo decennio circa, c’è una lunga tradizione in cui l’identità queer è una caratteristica fondamentale del teatro stesso. Ecco alcune menzioni d’onore per titoli che hanno ridefinito Broadway.
- Affitto: Un musical rock che racconta le vicende di alcuni giovani artisti alle prime armi a Lower Manhattan durante l'epidemia di AIDS.
- Kinky Boots: Charlie spera di salvare la fabbrica di scarpe di suo padre stringendo un'alleanza inaspettata con la drag queen Lola.
- Hedwig and the Angry Inch: Un musical rock che racconta la storia di una band immaginaria con un cantante genderqueer della Germania dell’Est, ispirato al glam rock androgino degli anni ’70 e a artisti come David Bowie, John Lennon, Lou Reed e Iggy Pop.
- La Cage aux Folles: Primo successo di Broadway incentrato su una coppia gay, questo Musical racconta la storia di Georges e Albin, del loro nightclub drag e delle commedie che si creano quando si imbattono in un politico conservatore.
- The Boys in the Band: Un ritratto rivoluzionario della vita gay a New York negli anni '60 e '70.
- A Chorus Line: Una delle prime produzioni di Broadway con punti salienti sulle storie queer attraverso l’esperienza di alcuni giovani ballerini che fanno un provino per un Musical.
- Angels in America: Un’analisi ricca di sfumature ed estremamente complessa dell’epidemia di AIDS, spesso considerata una “svolta nella storia del dramma gay”.
- Torch Song Trilogy: Uno show teatrale incentrato su un uomo ebreo gay, una drag queen e una cantante di torch song che affrontano la disillusione amorosa nella New York degli anni ’70.






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